Perfil de antominaantominaFotosBlogListas Herramientas Ayuda

Alla Camera, dove i numeri della maggioranza promettono una seduta più tranquilla e in molti si interrogano sull'assenza di Berlusconi, rimasto a lavorare nel suo ufficio romano, c'è tempo invece per ricucire vecchi strappi. Come quello tra i due comunisti "separati in casa", Fausto Bertinotti e Oliviero Diliberto. Appena varcato il Transatlantico di Montecitorio il segretario di Rifondazione viene sommerso da complimenti e abbracci da parte di molti parlamentari. Uno dei primi a fargli i complimenti è proprio il collega del Pdci, che si avvicina dicendogli: "Auguri, presidente, sappi che sono sinceri". Bertinotti ringrazia e si avvia verso l'aula, marcato a vista da parlamentari e cronisti.

Tra Prodi e D'Alema i rancori di una volta sembrano essere stati risolti da tempo, ma l'incontro alla Camera nel primo giorno di legislatura è comunque l'occasione per rinsaldare i rapporti dopo le tensioni per la mancata candidatura alla presidenza di Montecitorio. I due entrano in aula insieme, a braccetto e parlando fitto fitto. Chissà, magari il sigillo sul futuro incarico del presidente Ds è stato messo proprio durante quella passeggiata nella grande corridoio dei "passi perduti".

(28 aprile 2006)  La Repubblica.it
 
 
Niente deroga per Luxuria, a Montecitorio è Guadagno
Camera, per debutto tutti i leader in aula
Berlusconi arriva in ritardo. Deputata della Rosa nel pugno in aula con la bimba di 45 giorni

Roma, 28 apr. (Adnkronos/Ign) - Al primo suono della 'campanella', tutti in aula. Alla Camera erano schierati i principali leader di tutti i partiti quando il presidente provvisorio Fabio Mussi ha aperto la prima seduta della nuova legislatura. Romano Prodi e Massimo D'Alema sono entrati insieme nell'emiciclo, dopo essersi a lungo intrattenuti insieme in occasione della registrazione da deputati alla Sala della Regina. Poi le loro strade si 'sono divise': il presidente della Quercia si è seduto in prima fila sulla parte sinistra dell'aula, mentre il Professore ha preso posto al centro dell'emiciclo accanto al fidato Richi Levi.

Fausto Bertinotti non si è perso un momento di questo 'pronti via' e Oliviero Diliberto, dal canto suo, ha presidiato l'ala sinistra dell'aula. Insieme a lui il neo deputato Prc Francesco Caruso: i due non hanno smesso un attimo di parlottare fitto fitto. Caruso è restato indifferente anche all'invito del presidente provvisorio dell'aula. Presente anche Alfonso Pecoraro Scanio e Antonio Di Pietro, che si piazza appena una fila al di sotto di Prodi e Levi.

Enrico Boselli ha preso subito la parola per denunciare ''il milione di voti della Rnp rimasti senza rappresentanza al Senato'' per colpa della legge elettorale. Piero Fassino è arrivato alle 10,28 con qualche minuto di ritardo e si è andato a sedere accanto a Luciano Violante, secondo la consuetudine rispettata anche nella legislatura precedente. Nel centrodestra puntuali all'appuntamento il leader di An Gianfranco Fini e quello dell'Udc, Pier Ferdinando Casini. Attorniato dai suoi, si è goduto il ringraziamento espresso da Mussi per il presidenza passata. Un lungo applauso dell'aula e baci e abbracci dai deputati dell'Udc. Lui si è schernito e ha sorriso.

Per la Lega Bobo Maroni ha raggiunto il capogruppo uscente Andrea Gibelli. All'appello mancava solo Silvio Berlusconi: per tutta la mattinata si è atteso il suo arrivo, ma lui è arrivato solo per la seduta prevista alle 13. Ha invece dovuto fare di necessità virtù Donatella Poretti, 38 anni, neo deputata della Rosa nel pugno. Nell’aula a Montecitorio si è infatti presentata insieme alla piccola Alice, la figlia di appena un mese e mezzo, che dormiva placidamente in braccio alla mamma. ''Mi sono appena trasferita - ha spiegato la parlamentare - e per ora non posso fare altrimenti. Per fortuna un medico della Camera ci ha prestato per questo primo giorno d'aula una delle stanzette dell'infermeria”.

Niente modifica al regolamento della Camera invece per Vladimir Luxuria, almeno per il primo giorno di lavori, che per l'anagrafe di Montecitorio resta Wladimiro Guadagno. La neo deputata del Prc aveva annunciato di voler chiedere una deroga per poter essere inserita negli elenchi della Camera con il nome d'arte. Ma, al momento della 'chiama' per il voto al presidente di Montecitorio, Luxuria è finita sotto la 'g' di Guadagno. Unica concessione alla neo parlamentare, sul sito della Camera al nome di nascita è stato aggiunto 'detto Vladimir Luxuria'.

Ma come tutte le altre deputate, anche lei ha trovato sul suo banco l’orchidea che Ignazio La Russa ha regalato a tutte le donne. ''L'orchidea è uno dei miei fiori preferiti e sono contenta che abbia avuto questo pensiero anche per me – ha detto la neo deputata del Prc - un omaggio floreale è sempre qualcosa che bisogna apprezzare ma non ci si deve sentire con la coscienza a posto solo perché si regala un fiore. E' comunque un buon biglietto da visita''.

 
Roma, 28 apr. (Adnkronos) - "Sono emozionata e felice, perche' e' un giorno importante per me e per l'Italia. Non ho parole ... ". Tra i primi ad arrivare a Montecitorio per la votazione del nuovo presidente della Camera e' Vladimir Luxuria. Subito assediata dalle telecamere il primo deputato transgender si ferma a scambiare alcune battute con i giornalisti a pochi metri dall'ingresso principale.
 
Roma, 28 apr. - (Adnkronos) - Concluso il primo scrutinio alla Camera, il presidente provvisorio Fabio Mussi comunica l'esito del voto. E tra i 'preferiti' da Montecitorio spuntanto anche Vladimir Luxuria e Mara Carfagna. Per i neodeputati di Rifondazione comunista e di Forza Italia due preferenze a testa
 
Abito fresco di lana nero con bordi rossi, giornali sotto al braccio e un sorriso per i 'colleghi' che non mancano di salutarla con frequenza. La prima giornata di Vladimir Luxuria, al secolo l'onorevole Guadagno, scorre come quella di tanti altri colleghi tra presentazioni, saluti e strette di mano.

Gentile con gli esponenti della stampa, Luxuria non trova "particolarmente burocratiche" le varie operazioni di riconoscimento del voto e della proclamazione degli eletti e assicura: "Di non essere qui per rivoluzionare le leggi". Quanto all'accoglienza riservatale da alleati e avversari, Luxuria ha una parole cortese per tutti sottolineando come "sono stata accolta da tutti molto, molto bene".
 
 
Counter|true|Free Web Counter
Free Hit Counter

antomina mazzini

Intereses
Listas
Todavía no se han agregado elementos de lista.

antomina

è mille volte meglio sì morire di dolore che non amare mai
25/09/2007

Todavía Mina

E' uscito il 21 settembre l'ultimo album della DIVINA Mina!
todavía
  

Tracklist

1)
Grande Amor (Grande Amore) Mina
Fasolino, Giulia / Fasolino, Giulia 00:04:37

2)
Vuela Por Mi Vida (Volami Nel Cuore) Mina
Malgoni, Gualtiero / Testa, Alberto 00:03:25
 
3)
Un Ano De Amor (Un Anno D'Amore) Mina & Diego El Cigala
Verlor, Gaby / Ferrer, Nino 00:04:44

4)
Llevate Ahora (Portati Via) Mina
Borgia, Stefano / Borgia, Stefano 00:03:55

5)
Cuestion De Feeling (Questione Di Feeling) Mina & Tiziano Ferro
Cocciante, Riccardo / Mogol 00:04:56

6)
Corazon Felino (Brivido Felino) Mina & Diego Torres
Cenci, Stefano / Audino, P. 00:03:43

7)
Uvas Maduras (Succhiando L'Uva) Mina
Saggese, Matteo / Fornaciari, Adelmo 00:04:09

8)
Valsinha Mina & Chico Buarque
Buarque, Chico / Moraes, Vinicius De 00:02:49

9)
Nieve (Neve) Mina
Donzelli, Giovanni / Donzelli, Giovanni 00:05:17
 
10)
Agua Y Sal (Acqua E Sale) Mina & Miguel Bosè
Donzelli, Giovanni / Donzelli, Giovanni 00:04:41

11)
No Se Si Eres Tu (Sei O Non Sei Tu) Mina
Cassano, Piero / Alfano, Valentino 00:03:48

12)
Parole Parole Mina & Javier Zanetti
Ferrio, Gianni / Chiosso, L. 00:04:04
 
13)
Sin Piedad Mina & Joan Manuel Serrat
Serrat, Joan Manuel / Serrat, Joan Manuel 00:05:09

14)
Como Estas? (Come Stai?) Mina
Pani, Massimiliano / Pani, Massimiliano

00:04:36
Le canzoni: da dove vengono

Grande amor (Grande amore): da “Olio”, 1992
Vuela por mi vida (Volami nel cuore): da Cremona”, 1996
Un año de amor (Un anno d’amore): da “Studio Uno”, 1964
Llevate ahora (Portati via): da “Bula Bula”, 2005
Cuestion de feeling (Questione di feeling): da “Finalmente ho conosciuto il Conte Dracula”, 1985
Corazon felino (Brivido felino): da “Mina Celentano”, 1998
Uvas maduras (Succhiando l’uva) da “Veleno”, 2002
Nieve (Neve): da “Sorelle Lumière”, 1992
Agua y sal (Acqua e sale): da Mina Celentano, 1998
No se si eres tu (Sei o non sei). da “Bula Bula”, 2005
Parole parole (Parole parole): da “Cinquemilaquarantatrè”, 1972
Como estas? (Come stai?): da “Sorelle Lumière”, 1992

Tranne Llévate Ahora, Uvas Maduras e No sé si eres tu, tutti i brani sono stati riarrangiati e risuonati.

I DUE INEDITI

Valsinha.
Scelta da Chico Buarque de Hollanda, che la canta con Mina.
Di Valsinha, scritta nel 1971 da Vinicius de Moraes, esiste un testo italiano firmato da Sergio Bardotti.
Mina ha cantato per la prima volta una canzone di Chico Buarque nel 1967: era La banda, versione italiana, su testo di Antonio Amurri, di. Poi il brano, cantato in lingua originale da Mina, è stato pubblicato in Mina canta o Brasil, 1970. Altre canzoni di Chico Buarque de Hollanda incise da Mina sono C’è più samba (sia nella versione italiana, con testo di Bruno Lauzi nascosto sotto lo pseudonimo di Playboy, inclusa in Mina alla Bussola dal vivo, 1968, sia nella versione in lingua originale, Tem mais samba, inclusa in Mina canta o Brasil, 1970); Com açucar com afeto (due esecuzioni diverse, entrambe in lingua originale, incluse rispettivamente in Bugiardo più che mai... più incosciente che mai..., 1969, e in Mina canta o Brasil, 1970); Que serà, dal film del 1976 Dona Flor e i suoi due mariti, inclusa in Italiana vol. 1, 1982; Ma chi è cosa faPartido alto – lo stesso Calabrese ne aveva in precedenza firmata un’altra versione intitolata Canto di ringraziamento), inclusa in Ti conosco mascherina, 1990; e Joana Francesa, inclusa in Lochness, 1993.
 

Sin piedad. Scelta da Joan Manuel Serrat, che l’ha scritta nel 2002 e in Todavía la canta con Mina.
Di Serrat, Mina aveva già cantato Bugiardo e incosciente (in Bugiardo più che mai...più incosciente che mai..., 1969: testo italiano di Paolo Limiti di La tieta), Ballata d'autunno (testo italiano, ancora di Limiti, di Balada de otoño), inclusa in Altro 1+1. 1972) e Ahi mi' amor (testo italiano, sempre di Limiti, di Romance de Curro El Palmo), inclusa in Mina 25 vol. 2, 1983.

GLI ALTRI DUETTANTI

Miguel Bosè (Agua y sal). Le strade del figlio di Lucia Bosè e del torero spagnolo Luis Miguel Dominguin, e figlioccio di Pablo Picasso (a proposito, c’è un omaggio a Picasso nelle immagini del libretto di Todavía...) si sono già incrociate in passato. In Tacchi a spillo, il film di Pedro Almodóvar del 1991, Miguel Bosè en travesti mima in playback Un año de amor, nell’esecuzione di Luz Casal con testo firmato dallo stesso Almodóvar. Qualche anno fa si era ipotizzato un duetto Mina-Bosè (poi non realizzato) per la canzone Hoy. Agua y sal è stata inclusa anche in Papito, l’ultimo album di Bosè.
 
Diego “El Cigala” (Un año de amor). Diego Jiménez Salazar, nato a Madrid 1968 in una famiglia di artisti, ha cominciato giovanissimo a cantare sotto la guida di Camaron de la Isla, il maestro assoluto del duende. Ribattezzato El Cigala dal suo maestro, ha inciso il suo primo disco nel 1994, ha fuso flamenco e bolero in un album con Bebo Valdés, ed è oggi considerato uno dei maggiori interpreti del flamenco tradizionale.
 
Tiziano Ferro (Cuestión de feeling). E’ stato proposto come duettante dai messicani, nel cui Paese il cantante italiano gode di una enorme popolarità. Il testo interpretato da Tiziano con Mina è lo stesso della versione in spagnolo di Questione dei feeling

  

Diego Torres (Corazón felino). Diego Antonio Caccia Torres, nato a Buenos Aires nel 1971, è figlio della popolare cantante argentina Lolita Torres. Ha debuttato discograficamente da solista nel 1992, e nel 1994, con Tratar de Estar Mejor ha conquistato una vastissima popolarità; anche attore, ha esordito al cinema con La furia, diretto da Juan Bautista Stagnaro nel 1997.

Javier Zanetti (Parole parole). Il calciatore argentino, amatissimo in patria quanto in Italia, è l’inatteso partner di Mina nella rilettura del grande classico che nel 1972 Mina incise con Alberto Lupo. Il testo del loro duetto in Todavía è quello di Palabras, palabras (di A. Guijarro - A. Alpin) cantato da Carmen Sevilla e Francisco Rabal nel 1973, non quello della recente reincisione del duo Pimpinela (2004).

A proposito...

Solo di Un anno d’amore Mina aveva già inciso a suo tempo una versione spagnola. Avvenne nel 1965, e il disco uscì solo nel mercato sudamericano (solo in un secondo tempo venne distribuito in Spagna, dove la canzone era stata inizialmente commercializzata in versione originale italiana). Il testo del duetto con Diego “El Cigala” incluso in Todavia non è, però, quello cantato da Mina in Un año de amor versione 1965, ma quello rielaborato da Pedro Almodóvar per Luz Casal (vedi alla voce Miguel Bosé).

28/11/2006

BAU il nuovo disco di MINA

Era da Kyrie (1980) che non si verificava una presenza così numericamente significativa di brani firmati dallo stesso autoreo dalla stessa coppia di autori - in un disco di Mina (se si escludono, ovviamente, i dischi monotematici dedicati ai Beatles, a Lucio Battisti, a Renato Zero e a Domenico Modugno). Per gli amanti delle statistiche, va detto però che se in Kyrie le canzoni di Simonluca erano sei (ma l'album era in origine doppio, e conteneva complessivamente sedici titoli), in Bau Andrea Mingardi e Maurizio Tirelli (suo collaboratore di lunga data, fin dai tempi di Supercircus) firmano insieme sette brani su tredici, e il solo Mingardi è autore anche di un'ottava canzone: il che fa del cantautore bolognese il detentore di un invidiabile record (come notazione "storica", ricordiamo che già nel 1986 una canzone di Mingardi - Ogni tanto è bello stare soli- era stata inclusa da Mina nel suo album Sì buana). Inutile chiedersi se ci sono "dietro" questa scelta ragioni particolari o speciali: Mina, si sa, seleziona le canzoni solo in base ai meriti intrinseci delle canzoni, senza nessun altro criterio che non sia quello del suo gusto personale. "Le cose più belle che le arrivano, le fa", spiega con l'abituale franchezza Massimiliano Pani, che di Bau è il produttore: "fra le tantissime canzoni che - come sempre - le sono arrivate c'erano quelle proposte da Andrea Mingardi, a lei sono piaciute e ha deciso di interpretarle. Poi, certo, nella selezione finale qualcosa è rimasto fuori prima di chiudere la scaletta del disco; se dopo l'ultima scrematura ne sono rimaste tante di Mingardi, significa che lei le ha preferite ad altre". Sembra semplice, persin semplicistico: ma va ricordato che Mina è stata la prima in Italia ad esercitare la pratica di quelle che oggi chiamiamo "cover" (già negli anni Sessanta reincideva canzoni di Sanremo a pochi giorni dalla loro presentazione al Festival da parte di altri artisti), una pratica che - sia detto per inciso - proprio recentissimamente sembra essersi assai diffusa fra suoi colleghi anche prestigiosi; ed è stata anche la prima a comprendere l'importanza del ruolo degli autori, ai quali ha riconosciuto attenzione e rispetto anche quando invece pareva che i cantautori fossero gli unici capaci di scrivere canzoni (appunto...) "d'autore". Il che le ha consentito di diventare, nel tempo, l'interlocutrice preferita e più credibile degli autori di canzoni, famosi o sconosciuti che siano: perchè si sa, ed è noto, che Mina ascolta tutte, ma proprio tutte le canzoni che le vengono fatte pervenire. E, come si diceva poco sopra, sceglie quelle che le sembrano le più adatte alla sua voce e alla sua interpretazione. Tornando a Bau, dunque, Mina ha assai apprezzato che Mingardi le mandasse molte e belle canzoni; l'ha tanto apprezzato che ha ricambiato la cortesia e l'attenzione invitando Andrea a cantare con lei, prestando la sua voce così intensa e particolare a due brani del disco (quello di apertura, Mogol Battisti, del quale non diremo qui più nulla perchè se ne è già scritto molto, e perchè l'entusiasmo con cui la canzone è stata accolta dai programmatori radiofonici ha fatto sì che la canzone sia ormai già notissima - e meritatamente, dato che è una canzone squisitamente, quasi spudoratamente pop, di grande cantabilità e di piacevole orecchiabilità; e il brano di chiusura, Datemi della musica, la canzone che intitolava il secondo Lp di Andrea Mingardi, datato 1976). Ma se una coppia di autori si è aggiudicata la lion's share, la parte del leone della tracklist di Bau, per gli altri brani Mina non ha smentito l'ecletticità e l'allegra disinvoltura con la quale privilegia ora autori di riconosciuta professionalità, ora autori che le sono particolarmente congeniali, ora autori meno noti o addirittura debuttanti. Così, ecco Maurizio Morante (Un uomo che mi ama), che a Mina ha già dato parecchi brani nel corso degli ultimi quindici anni (il primo, Il genio del bene, era in Caterpillar, 1991; la sua firma è poi tornata in ben quattro titoli di Sorelle Lumiere (1992) e poi in Pappa di latte (1995), Cremona (1996), Olio (1999) e Napoli secondo estratto (2003). Ed ecco Giancarlo Bigazzi: che recentemente aveva dato a Mina l'originale, intensa Il pazzo (in Veleno, 2002), e qui torna con un brano firmato insieme a Marco Falagiani, Fai la tua vita (non chiedetevi dove l'avete già sentito, ve lo diciamo per risparmiarvi la fatica di frugare nella memoria, vostra o di Internet: era stato presentato al Festival di Sanremo del 2000 dal giovane Claudio Fiori, Mina ha chiesto a Bigazzi di intervenire su alcuni passaggi del testo: ne è uscito un edito/inedito di singolare fascino). Ed ecco Agostino Guarino, giovane (cant)autore di belle speranze (col nome d'arte di Agostino Celti) che firma la divertente e divertita Come te lo devo dire, una di quelle canzoni-commedia che a Mina piace tanto mettere in scena. E ancora Luca Rustici, fratello del più famoso Corrado, chitarrista e autore, già collaboratore degli Audio 2, che con Anya (una cantante della quale sta curando la produzione) ha composto Alibi; e l'inedito trio Samuele Cerri - Mattia Gysi - Axel Pani (quest'ultimo aveva già dato la sua voce - per un messaggio in segreteria telefonica - a Portati via, uno dei brani di Bula Bula (2005). "Con questo suo amico Mattia" spiega Massimiliano, senza voler enfatizzare ma con una punta di (legittimo) orgoglio paterno, "Axel, come tanti altri ragazzi, scrive, suona, canta. Gli ho chiesto di farmi ascoltare le loro cose, poi Mina mi ha chiesto a sua volta di farle ascoltare a lei, e fra quelle c'era una canzone carina, che è stata scelta. Ma senza 'raccomandazioni', senza facilitazioni: anche la loro canzone è andata sullo stesso tavolo delle altre, di quelle di altri autori più o meno noti, dal cognome più o meno ingombrante, ed ha finito con l'essere scelta. Samuele Cerri, che da tempo collabora con Mina sia come autore sia come responsabile della redazione del sito www.minamazzini.com. ha rielaborato il testo - che era parte in inglese, parte "in finto inglese" - e ne ha scritto uno in italiano: così è nata "Per poco che sia". Niente di straordinario, niente per cui gridare ne al miracolo ne al nepotismo: è successa la stessa cosa che sarebbe potuta succedere a un altro giovane autore, e che è già successa altre volte ad altri giovani autori che hanno mandato le loro composizioni a Mina". In questo album ci sono molte "forze nuove" anche fra i musicisti (due nomi per tutti: Ugo Bongianni, pianista e arrangiatore ventenne, che ha programmato e suonato le tastiere; Luca Meneghello, chitarrista sulla trentina, uno dei migliori in assoluto della sua generazione - e non solo) che affiancano i collaudati Lele Melotti, Danilo Rea, Faso e Lorenzo Poli, e si avverte l'intento di realizzare un disco "pop" che non "suoni" come tanti, anche troppi dischi "pop" contemporanei - e che quindi non suoni uguale agli altri come gli altri suonano spesso uguali fra loro. Anche a questo scopo Massimiliano Pani ha seguito un approccio non egocentrico alla produzione, affidando compiti precisi a diversi professionisti: ad esempio, incaricando degli arrangiamenti dei fiati Gabriele Comeglio, che dirige una big band ed è un musicista di sicure qualità. Per sé, Massimiliano Pani ha mantenuto un ruolo più da coordinatore, da distributore dei ruoli: e quanto sia stata funzionale questa scelta appare evidente ascoltando le canzoni di Bau, un'ora di musica che scorre piacevolissimamente senza mai annoiare, e che trascorre fluidamente dal rhythm&blues di Sull'Orient Express (con la voce di Mina che canta, un'ottava sotto, le avventure esotiche di un personaggio che sembra uscire dalle tavole del Macao di Altan) alle atmosfere da jazz club di Johnny Scarpe Gialle (in cui il divertimento sta anche nel riconoscere i titoli di famose canzoni rock'n'roll utilizzati per costruire il testo), dalla "minosità" inconfondibile di Nessun altro mai alle strofe quasi recitate di Alibi, dalle attualissime atmosfere "brit" di Per poco che sia al terzinato anni Cinquanta di The end (c'è persino l'immancabile doo-doowop) alla larga melodia, melodrammaticamente quasi pucciniana, di Un uomo che mi ama... E che si chiude con il secondo duetto con Andrea Mingardi: Datemi della musica, in cui l'autore - parliamo del 1976, ricordiamolo - appare come una sorta di Tom Waits padano, quasi dettando le ultime volontà e dando istruzioni per le proprie esequie, e chiude con la sua voce il pezzo abbandonandosi a un delirio di citazioni tratte da canzoni celeberrime della storia del rock. "Volevamo fare un disco con bei pezzi che suonasse bene, e che non fosse uguale agli altri dischi che stanno uscendo in questi mesi", informa con amabile understatement Massimiliano Pani. La qualità delle canzoni, delle esecuzioni, degli arrangiamenti parla da se; e se si aggiunge a tutto questo un'interpretazione vocale sulla quale ogni aggettivo speso appare ormai pleonastico e ripetitivo (signori, è Mina...), non si può non considerare centrato l'obbiettivo. Ma anche queste sono parole già sentite troppe volte. E' sempre così difficile scrivere qualcosa di nuovo, a proposito di Mina...


Mogol Battisti (Tirelli-Mingardi) - Sull'Orient Express (Tirelli-Mingardi) - Johnny Scarpe Gialle (Tirelli-Mingardi) - Nessun altro mai (Tirelli- Mingardi) - Alibi (Luca Rustici -Anya) - Per poco che sia (Lele Cerri-Mattia Gysi-Axel Pani) - The end (Tirelli-Mingardi) - Un uomo che mi ama (M. Morante) - L'amore viene e se ne va (Tirelli-Mingardi) - Fai la tua vita (Bigazzi-Falagiani) - Inevitabile (Tirelli-Mingardi) - Come te lo devo dire (Agostino Celti) - Datemi della musica (Andrea Mingardi).

(Comunicato stampa a cura di Franco Zanetti direttore di www.rockol.it)

15/06/2006

"Ti amo" Mina

Nuova uscita discografica per MINA venerdì 16 giugno 2006
 
"TI AMO" include le più belle canzoni d'amore interpretate da Mina in un'elegante confezione Digipack con libretto a colori.
 
Per la prima volta in un unico CD i brani più emozionanti cantati dalla inconfondibile voce di Mina.
 
TRACKLIST

1. Fragile
(Gennaro Parlato / Gennaro Parlato - Leonardo Abbate - Tiziano Borghi)
2. Noi soli insieme
(A. Salerno / M. Culotta)
3. Dove sarai
(Antonio Elia - Nicolò Fragile)
 
4. Io sarò con te
(M. Morante)
 
5. Portati via
(Stefano Borgia)
6. Stai così
(F. Trojani)

7. Amore
(M. Monti / R. Cocciante)

8. Come gocce
(V Papasso / L. Pignalosa - F. Garzone)
 
9. Dio, come ti amo !
(D. Modugno)
10. Torno venerdì
(G. Calabrese - M. Pani / M. Pani)
11. 20 parole
(Roberto Roversi - Alberto Ravasini)

12. La bacchetta magica
(M.E. Andolfi)

13. Canto largo
(S. Cerri / M. Pani)

14. D'amore non scrivo più
(M. Santoro)

15. Di vista
(T. Pizzorno)

16. Na voce na chitarra
(U. Calise / C.A. Fossi)
16/05/2006

"Volver" il nuovo film di Pedro Almodovar

 Il 19 maggio arriva sugli schermi "Volver" di Pedro Almodovar
 
            
 
28/04/2006

Camera: luxuria arriva a montecitorio, sono felice e' una giornata importante

Tra i parlamentari più tesi la debuttante Vladimir Luxuria
"Inutile nasconderlo, emozionata come al primo giorno di scuola"
Emozione, gag e ultime mediazioni
il primo giorno di Camera e Senato

Prodi e D'Alema a lungo a braccetto in Transatlantico
Iene e Striscia la Notizia all'ingresso di palazzo Madama

 
Prodi e Luxuria alla Camera

ROMA - Dentro sarà battaglia, soprattutto al Senato, ma fuori, prima di entrare, c'è tempo per mettere da parte vecchie ruggini, concedersi a fotografi e telecamere, allentare la tensione scherzando con le Iene. Il primo giorno di legislatura, come ha ammesso la debuttante Vladimir Luxuria, è un po' come il primo giorno di scuola e anche ai veterani fa sempre un certo effetto. "Inutile nasconderlo...sono emozionata, e anche un po' tesa, come al primo giorno di scuola o di università", ha confidato la deputata neoeletta nelle liste di Rifondazione.

"Oggi è come se i transessuali entrassero tutti con me alla Camera", ha aggiunto sorridendo. Prima di congedarsi cortese dai cronisti, Luxuria fa un accenno al look. "Per oggi ho scelto un tailleur nero con una righina rosa - spiega - Così, per portare un po' più di rosa in Parlamento".

All'ingresso di palazzo Madama, dove si annuncia una giornata intensa, ad allentare la tensione ci pensano le Iene e il finto Bruno Vespa di Striscia la Notizia, che cercano spunti per le loro gag nello sciamare dei senatori vestiti di tutto punto per l'occasione. Come se non bastasse la suspense per la sfida tra Marini e Andreotti, a movimentare la prima seduta ci pensa comunque Marco Pannella che dalla tribuna protesta vivacemente per l'esclusione della Rosa nel Pugno, fino a farsi riprendere con severità dal presidente "provvisorio" Oscar Luigi Scalfaro.
11/03/2006

La candidatura di Vladimir Luxuria

La mia candidatura
 

Già lo sapete: sono candidata alle prossime elezioni per il rinnovo del Parlamento Italiano.
Chi mi vuole onorevole potrà fare la sua bella crocetta sul simbolo di Rifondazione Comunista, l'unico partito che ha avuto il coraggio di candidarmi e che mi ha dimostrato la fiducia di poter assolvere a un compito tanto importante.

Sarò la prima transgender a entrare in Parlamento...la prima persona che porrà il tema dell'identità di genere all'ingresso di Montecitorio (ovvero il diritto di manifestarsi al mondo non in base al genere anagrafico ma ubbidendo a una propria interiorità psicologica ed emotiva.

Sono candidata per Rifondazione nella circoscrizione LAZIO1.
La mia è una candidatura scomoda, ma non perché a qualcuno darà fastidio che io sia là (se ne dovranno fare una ragione, io comunque sarò l'espressione di un voto popolare) ma perché io voglio sentirmi scomoda su quella poltrona: chi si sente così comodo e si spalma sulla poltrona del Parlamento poi diventa vittima di immobilità, la comodità tende ad assopire corpo e pensiero.

Se invece starò scomoda sarà più facile alzarmi, mettermi in piedi e ricordare il mondo che è al di fuori dei palazzi stuccati e ovattati del potere, quel mondo di esclusi che forse in me ripone una speranza di avere una voce: i gay discriminati anche negli affetti, le lesbiche dall'amore clandestino, le transessuali che non riescono a trovare altro lavoro se non la prostituzione, chi si troverà in galera per uno spinello in più, il popolo della notte in discoteca spesso demonizzato.

Il mio compito sarà quello di costringere lo Stato ad affrontare anche le tematiche più scomode senza fare finta di niente e voltarsi dall'altra parte.

Programma
 

I miei obiettivi cercherò di raggiungerli con il massimo dialogo tra le forze del centro-sinistra e quelle (poche) più laiche del centro-destra.

1.
UNIONI CIVILI: il riconoscimento giuridico di diritti e doveri delle coppie di fatto, etero e omosessuali

2.
SNELLIMENTO BUROCRATICO per chi transita da un sesso all'altro

3.
APERTURA del mondo del lavoro per i/le transessuali, affinché la prostituzione non sia una scelta obbligata

4.
AFFRONTARE SENZA DEMONIZZARE il tema della prostituzione con le lavoratrici del sesso, le istituzioni e i cittadini attorno a un tavolo

5.
MASSICCIA CAMPAGNA informativa sul sesso sicuro contro l'Aids, di cui Storace è stato latitante

6.
DIFESA della laicità dello Stato

7.
LEGALIZZAZIONE delle droghe leggere e distribuzione controllata di quelle pesanti per una politica di riduzione del danno.

8.
PIU' ATTENZIONE ai lavoratori del divertimento e intrattenimento notturno in collaborazione con il SILB, Sindacato Italiano Locali da ballo

9.
RIPROPORRE con forza il tema della fecondazione medicalmente assistita

10.
ISTITUZIONE di alloggi per gay, lesbiche e trans indigenti della terza età.

11.
MAGGIORI RISORSE E ATTENZIONE alle politiche culturali, al teatro, al cinema, alla danza, alla musica.

12.
Mi batterò per i diritti degli animali e contro ogni forma di violenza verso di loro: maltrattamento, imprigionamento e snaturamento per fini ludici.

VOTATE E FATE VOTARE WLADIMIRO GUADAGNO detto Vladimir Luxuria
per RIFONDAZIONE COMUNISTA-SINISTRA EUROPEA

Grazie

Faccetta Nera

Un durissimo scambio di battute, condito da una battuta finale che farà polemica: "Meglio fascista che frocio". La frase è stata rivolta da Alessandra Mussolini a Vladimir Luxuria, nel corso della trasmissione Porta a porta, ospiti anche il ministro della Giustizia Roberto Castelli e il leader dell'Italia dei valori, Antonio Di Pietro.

E' la prima volta che il candidato di Rifondazione entra nel salotto di Bruno Vespa. Alessandra Mussolini è arrivata in ritardo rispetto all'inizio della registrazione, e con l'umore pessimo per via dell'inchiesta sulle intercettazioni. Ma a quindici minuti dall'inizio della trasmissione, il primo a rivolgersi direttamente a Luxuria è stato il Guardasigilli. Che lo chiama ripetutamente "signor Guadagno", cioè con il vero cognome di Luxuria.

"Se mi chiama signor Guadagno per offendermi, non attacca", replica il candidato di Rifondazione. "Non voglio offendere il signore - incalza Castelli - ma mi dica come chiamarlo: lui, lei...". L'altro taglia corto, con una battuta: "Mi dia del loro".

Ma sono semplici schermaglie rispetto all'affondo finale della Mussolini. Partita già con il piede sbagliato, fin dal principio: "Mi scusi - dice - non voglio essere offensiva, ma che vuol dire transgender? Transgender, transgendarmi, sembra Schwarzenneger... Usiamo termini italiani", chiede sorridendo a Luxuria. Ma gli argomenti in scaletta non favoriscono l'incontro fra culture e storie diverse. Sui Pacs monta il conflitto, con Mussolini e Castelli da un lato, schierati per dimostrare che la legge dell'Unione toglierà diritti ai bambini, e dall'altro Luxuria e Di Pietro decisi nel respingere il parallelo sostenendo che la legge sarà una conquista di civiltà per tutti. "Non voglio essere dipinta come nemica dei bambini, non siamo gli Attila arrivati a distruggere", si difende Luxuria, mentre Di Pietro sottolinea: "Lei non mangia i bambini, il vostro è un falso problema".

I Pacs lasciano il campo al tema dell'immigrazione. Mussolini elenca i rischi dell'immigrazione clandestina e, a quel punto, Di Pietro le dà della "fascista". "E me ne vanto", risponde gridando l'onorevole. "Una che si vanta di essere fascista, mi preoccupa - aggiunge Luxuria - ci metterete al confino?". "A me - replica Mussolini - preoccupa chi brucia le bandiere, chi grida "dieci, cento, mille Nassyria, vergogna, vergogna, vergogna".

Bruno Vespa in evidente difficoltà non riesce a fermare l'ira della parlamentare e in un istante si passa dal "vergogna" all'insulto. E rivolta a Luxuria: "Si veste da donna e pensa di poter dire quello che vuole. Meglio fascista che frocio!". Impassibile, il candidato di Rifondazione si limita a fare la conta delle "battutacce" rivolte dai politici ai gay: "Dopo il culattone di Tremaglia, il frocio della Mussolini. Grazie". E aggiungerà, parlando con i giornalisti all'uscita degli studi Rai di via Teulada: "Non pensavo che ci fosse questa caduta di stile. Probabilmente è un atto rivelatore della loro identità".

Fonte Repubblica.it
Ver más entradas